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GENITORI E FIGLI: COME FAVORIRE UN RAPPORTO SALUTARE CON IL CIBO

4 settimane ago · · 0 comments

GENITORI E FIGLI: COME FAVORIRE UN RAPPORTO SALUTARE CON IL CIBO

Far sì che la propria famiglia segua uno stile alimentare sano non è sempre semplice. Sono molti i genitori che vorrebbero insegnare ai loro figli a mangiare “bene” ma si trovano spiazzati di fronte al rifiuto di alcuni alimenti, inappetenza o al contrario alla richiesta continua di cibo spazzatura.

Eppure studi* ci dicono che almeno fino ai tre anni i bambini sono “naturalmente saggi” e capaci di regolarsi come se fossero guidati da un nutrizionista interiore.

Fatta eccezione che per problematiche particolari sanno regolare le quantità, mangiano in base al loro fabbisogno nutrizionale, sanno riconoscere i segnali di fame e sazietà meglio di molti adulti.

Questa capacità viene però persa nel tempo a causa dei condizionamenti familiari e sociali

I genitori condizionano i figli in diversi modi, principalmente attraverso la scelta di cosa portare o meno in tavola, attraverso le indicazioni, i limiti, i divieti che pongono. E poi attraverso l’esempio che è fondamentale e influenza fortemente le abitudini alimentari dei bambini.

Allora come far sì che bambini e ragazzi mantengano un rapporto sano ed equilibrato con il cibo?

Come prevenire e affrontare il sovrappeso infantile?

Come favorire il consumo di alimenti salutari e l’acquisizione di buone abitudini?

LA MINDFUL EATING PER BAMBINI DAI 3 AGLI 11 ANNI

 

Il percorso di Mindful Eating prevede  7 incontri, con i soli genitori e/o in presenza dei figli, durante i quali :

-I genitori hanno indicazioni pratiche su come gestire l’alimentazione in famiglia;

-I bambini possono esplorare e conoscere concretamente alimenti nuovi e scoprire il gusto senza pregiudizi

-Grandi e piccini sperimentano semplici esercizi di meditazione  che servono a comprendere le proprie emozioni,  autoregolarle e comunicarle senza doverle sfogare sul cibo.

 

Bibliografia

*Rolls, B.J., Engel, D., Birch, L.L. (2000) Serving Portion Size Influences 5-Year-Old But Not 3-Year-Old Children’s Food Intakes. Journal of the American Dietetic Association 100; 232-234

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BIMBI E ALIMENTAZIONE:LE FRASI CHE E’ MEGLIO NON DIRE

3 mesi ago · · 0 comments

BIMBI E ALIMENTAZIONE:LE FRASI CHE E’ MEGLIO NON DIRE

I BAMBINI SONO NATURALMENTE SAGGI

 

Spesso ci preoccupiamo quando vediamo che i nostri piccoli non mangiano a sufficienza oppure rifiutano categoricamente un certo alimento. Pochi sanno che i bambini sono “naturalmente saggi”, ovvero guidati da una sorta di nutrizionista interiore almeno fino ai tre anni di età. Poi subentrano i condizionamenti fatti dai genitori, dalla scuola e dalla pubblicità che possono anche snaturare il rapporto con il cibo e avere conseguenze future.

FRASI DA EVITARE

Quando, a torto o a ragione! ci si preoccupa per ciò che mangiano o meno i propri figli è facile scoraggiarsi e pronunciare qualche frase che si rivela però controproducente. Vediamone alcune.

L’ho preparato apposta per te, mangialo!
Questa frase fa leva sul senso di colpa, fa passare l’idea che il genitore si sia solo sacrificato per preparare il pasto al bambino. E’ più utile invece far leva sulla curiosità e sul piacere dicendo ad esempio “Guarda che bella cenetta c’è stasera, c’è la pasta che ti piace tanto con un nuovo condimento che ha un odorino fantastico e secondo me ti piacerà un sacco”

Se non mangi vuol dire che non mi vuoi bene/ Se non mangi non ti voglio più bene

La minaccia di non avere più l’affetto del genitore è terribile per il bambino, così come l’idea che è mangiando che si dimostra l’amore verso di lui. Il nutrirsi non deve diventare una merce di scambio. Può sembrare che funzioni all’inizio, può darsi che il bambino accetti di ingurgitare qualche pezzo di zucchina per far contenta la mamma, ma ben presto imparerà ad utilizzare il cibo come ricatto, per ottenere lui stesso dei vantaggi. “Mangio il pollo se dopo mi porti sulle macchinine”.

Finisci la pappa, fai il bravo
Mangiare non è questione di fame e di gusti ma di “bravura”. Di conseguenza chi non mangia sarebbe cattivo. E’ scorretto far passare questo messaggio che scollega il cibo dalla sua funzione principale che è quella di dare nutrimento.

Impara da tuo fratello che non fa storie
Con questa frase, oltre al giudizio negativo (chi non mangia è non bravo, quindi “cattivo”) suscitiamo la gelosia nei confronti di fratelli e sorelle invece che riconoscere e valorizzare le differenze.

Se mangi le carote/gli spinaci… ti do una caramella/un gioco
Cercare di convincere il bambino a mangiare qualcosa che non gradisce con la promessa di qualcosa di gradevole è poco efficace (secondo una ricerca funziona nel 25% dei casi) ma soprattutto rafforza l’idea che si tratta davvero di cibo cattivo. Inoltre il bambino imparerà velocemente a sfruttare la questione a suo vantaggio, rifiutandosi di mangiare qualcosa ogniqualvolta desidera un dolcetto..

 

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