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Dismorfofobia. Quando vedersi brutti diventa una malattia

2 mesi ago · · 0 comments

Dismorfofobia. Quando vedersi brutti diventa una malattia

 

Sono piena di difetti

Se solo non avessi il naso storto…

Le mie cosce fanno schifo!

Ho una pelle orribile

Devo assolutamente eliminare questi peli

 

Quante volte abbiamo sentito o pronunciato frasi del genere?

Tutti noi abbiamo dei “difetti” fisici,  o comunque caratteristiche che non ci piacciono. Ma non per questo ce ne crucciamo troppo, o comunque essi non condizionano la nostra vita. Diversamente per qualcuno avere un’imperfezione, reale o immaginaria, diventa un serio problema.

IL DISTURBO DI DISMORFISMO CORPOREO o DISMORFOFOBIA

Il disturbo di dismorfismo corporeo si caratterizza per la presenza di una preoccupazione notevole o, comunque, davvero eccessiva rispetto a un presunto difetto fisico. Difetto che, se non addirittura inesistente, è considerato trascurabile dalla maggior parte delle persone.

Chi ne soffre al contrario lo considera un problema enorme e dedica molto tempo a pensare all’imperfezione e a ipotizzare dei modi per eliminarla o nasconderla agli occhi degli altri.

Questo comporta notevole sofferenza e talvolta  azioni “rituali” simili a quelle tipiche del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Alcune persone possono arrivare a evitare qualsiasi specchio oppure a passarci ore davanti per analizzare la pelle del viso o i peli superflui.

Qualunque tipo di imperfezione può diventare oggetto di “ossessione”

Il disturbo di dismorfismo corporeo può causare una seria compromissione della qualità di vita, delle relazioni interpersonali, delle prestazioni in tutti gli ambiti nonché abbassare il tono dell’umore e l’autostima

COSA FARE?

La psicoterapia, accompagnata da un supporto di tipo farmacologico,  può essere molto utile per superare il disturbo di dismorfismo corporeo.

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Esposito Malara Grazia

Psicologa e Psicoterapeuta a Brescia

 

Perchè non mi piaccio mai?

4 mesi ago · · 0 comments

Perchè non mi piaccio mai?

NON MI PIACCIO MAI

 

 

Viviamo in una società ossessionata dalla forma e dall’apparenza fisica. Siamo bombardati da immagini di persone di successo, in forma, sempre performanti, sempre felici…

E’ facile, se non si sviluppa uno sguardo critico e non si lavora sulla propria autostima, lasciarsi abbindolare dai messaggi fuorvianti dei media e sentirsi inadeguati, inferiori, brutti. Questo è vero soprattutto per le donne che generalmente sono più sensibili a questo tema. L’insoddisfazione per la propria apparenza fisica è uno dei temi di cui mi occupo maggiormente da alcuni anni e quello che posso dire con certezza è che riguarda tutti i “tipi” di donna. Alte, basse, bionde, more, magre, grasse, belle,brutte… Tutte.

 

L’insoddisfazione corporea non è inversamente proporzionale alla propria “bellezza” fisica.

(Su cosa si intenda per bello nella nostra società non mi dilungo, ma sicuramente è un tema importante su cui tornerò)

Perciò, in realtà ciò che vediamo allo specchio non è un’immagine “obiettiva”. La percezione del nostro corpo è sempre filtrata dalla nostra mente e quindi influenzata dall’umore, dall’importanza che diamo al giudizio degli altri,dai criteri estetici che abbiamo interiorizzato, dal valore che attribuiamo all’aspetto nella nostra vita.

Immagine interiore e immagine esteriore NON SONO LA STESSA COSA.

Non vediamo il nostro corpo per quello che è, ne vediamo un’immagine e questa può discostarsi anche in maniera notevole dalla nostra apparenza fisica, dalla realtà oggettiva.

Per questo due persone possono simili ma avere un’immagine corporea completamente diversa

 

(In alcuni casi un’immagine corporea distorta è parte di un problema più ampio e complesso come un disturbo del comportamento alimentare per cui è indispensabile una presa in carico psicoterapeutica)

In psicologia parliamo infatti di immagine corporea per definire l’immagine della forma e della taglia del nostro corpo che abbiamo nella nostra mente, e i sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche, e rispetto alle singole parti del nostro corpo, vale a dire la rappresentazione soggettiva che ogni persona ha del proprio corpo”. 

 

Ma come si costruisce questa immagine??

 

Lo sviluppo dell’immagine corporea è complesso e la ricerca dimostra che può essere influenzato sia dalle caratteristiche della persona sia dall’influenza del gruppo dei pari, della famiglia, dei media e della società e cultura in cui viviamo.

I fattori che contribuiscono a far sì che si sviluppi la nostra immagine corporea sono

  1. Fattori relazionali e ambientali
  2. Fattori personali cognitivi ed emotivi (ad es. autostima, perfezionismo),
  3. Caratteristiche corporee (peso corporeo, apparenza fisica)
  4. Cultura di appartenenza

Dalla risultante di tutte queste componenti si può capire come l’immagine del corpo ci riguardi nella nostra  globalità, in tutti gli aspetti del nostro essere, e quindi non può migliorare  solo lavorando sull’esterno

NON CI VEDREMO MAI DAVVERO BELLE SE CI CONCENTREREMO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SUL NOSTRO ASPETTO ESTERIORE TRASCURANDO I FATTORI EMOTIVI LEGATI AD ESSO

Un’immagine corporea positiva svolge un ruolo importante per la nostra salute psicofisica e per il nostro sviluppo, non solo per quanto riguarda la relazione emotiva con il nostro corpo, ma anche in numerosi altri ambiti della nostra vita.

Essa non è statica ma soggetta a un continuo processo di strutturazione-destrutturazione-ristrutturazione, che inizia nell’infanzia ma prosegue nel tempo. Dal momento che è legata alla sfera affettiva, non si presenta come una struttura stabile, ma si modifica nel corso della vita della persona è possibile migliorarla attraverso la psicoterapia.

Perciò, se sei sempre insoddisfatta del tuo aspetto, se i miglioramenti esteriori non ti bastano mai, se hai l’impressione che il rapporto con lo specchio ti condizioni troppo e negativamente nella vita di tutti i giorni, se come ti percepisci ti limita anche nel lavoro e nelle relazioni sociali chiedi aiuto.

La psicoterapia può aiutarti a:

  1. Comprendere le vere cause della tua insoddisfazione
  2. Divenire consapevole dei condizionamenti familiari e sociali e distanziartene se necessario
  3. Stabilire obiettivi davvero salutari e realistici e individuare le modalità per raggiungerli
  4. Avvicinare l’immagine ideale di sé ad una più realistica
  5. Acquisire maggior autostima

Se vuoi saperne di più contattami

Dott.ssa Esposito Malara Grazia

Psicologa e Psicoterapeuta

@psiche_benessere

 


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