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Perchè la meditazione può essere un aiuto nei problemi alimentari

4 mesi ago · · 0 comments

Perchè la meditazione può essere un aiuto nei problemi alimentari

Cos’è la MINDFULNESS

La mindfulness ha origine dalla meditazione buddista ma negli ultimi anni è stata introdotta nel mondo occidentale da Jon Kabat-Zinn che ha condotto molti studi su questa pratica e l’ha applicata per problemi di ansia e depressione.

La Mindfulness è un tipo di meditazione che consiste nel mantenere attenzione e presenza, attimo per attimo, intenzionalmente e senza giudizio, alle nostre sensazioni, i nostri pensieri, le nostre emozioni.

La Mindfulness invita a coltivare l’accettazione, poiché secondo questa prospettiva non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di sentire in un determinato momento, esiste solo il nostro modo di sentire.

I benefici della Mindfulness sono noti in diversi ambiti, tra cui quello della consapevolezza alimentare.

Secondo studi riportati da Puddicombe essa:

  • Incrementa la densità dei neuroni nell’ippocampo, una parte del cervello associata alla stabilità emotiva. E come sappiamo, spesso sono proprio le emozioni difficili da gestire a portarci verso il cibo.
  • Aumenta il flusso sanguigno verso l’“insula”, una parte del cervello associata alla consapevolezza delle sensazioni corporee. Molte persone in sovrappeso di fatto non riescono a riconoscere adeguatamente i segnali di sazietà.
  • Incrementa l’attività della corteccia prefrontale laterale, che gestisce la nostra capacità di autoregolarci e di prendere decisioni ed è un’area associata al compiere scelte alimentari più sane;
  • Riduce i sintomi della sindrome del colon irritabile (IBS);
  • Migliora la concentrazione e il benessere. E il modo in cui ci sentiamo fisicamente può cambiare drasticamente il modo di approcciarci ai nostri problemi di peso.

Insomma, i vantaggi di praticare la mindfulness sono davvero molti, cosa aspetti a provarla?

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Sei un mangiatore consapevole?

4 mesi ago · · 0 comments

Sei un mangiatore consapevole?

La maggior parte di noi mangia “inconsapevolmente”.

Si siede a tavola a orari prestabiliti, mangia più o meno sempre le stesse cose, non è consapevole di tutti i fattori che influenzano la scelta e la quantità di ciò che consuma a prescindere dal senso di sazietà, non gusta il cibo.

La maggior parte di noi non si rende conto di quanto la pubblicità, i pregiudizi, le abitudini, i condizionamenti familiari e sociali  agiscono sulle nostre menti portandoci a mangiare o a non mangiare determinati alimenti. A fronte di tutto questo la risposta data dai media è più o meno sempre  la stessa: una nuova dieta “miracolosa” o dei sostituiti del cibo vero.

Abbiamo già parlato di quanto da un punto di vista psicologico lo stare a dieta, nel senso del privarsi di alimenti e calorie, sia in realtà controproducente, e di quanto sia invece importante imparare a coltivare accettazione e consapevolezza per trovare un equilibrio e un benessere duraturo. E anche un giusto peso.

Per iniziare questo percorso di consapevolezza puoi porti le seguenti domande guida.

Quanto sono incline a:

1. Smettere di mangiare quando sono pieno
2. Mangiare quando ho fame invece che sotto la spinta emotiva
3. Non spizzicare
4. Assaporare ciascun boccone prima di prendere il successivo
5. Pensare a quanto il cibo sia nutriente per il mio corpo
6. Essere non giudicante nei miei confronti quando occasionalmente mangio troppo o male
7. Non fare tante cose mentre mangio. Quando mangio, faccio quello e basta.
8. Essere capace di lasciare il cibo nel piatto se non mi va
9. Mangiare lentamente, masticando ogni boccone
10. Riconoscere quando scivolo nel mangiare senza consapevolezza

(Tratto da Susan Albers, 2013)

Se la risposta a molte di queste è stata “poco” o “per niente” la Mindful Eating fa per te!

Scopri di cosa si tratta: http://www.espositomalaragrazia.it/2018/12/06/la-mindful-eating-per-migliorare-il-rapporto-con-te-stesso-e-il-tuo-corpo/ 

Grazia Esposito Malara

Psicologa e Psicoterapeuta a Brescia

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